Malcolm X, Muhammad Ali due musulmani in America.

Oggi nel 50° anniversario della sua morte El-Hajj Malik El-Shabazz conosciuto come Malcolm X, su cui non so farmi una opinione ne positiva ne negativa, mi ha colpito una vecchia intervista a Muhammad Ali, suo amico, che si pente di averlo rinnegato. Hanno ambedue fatto scelte forti nel loro vita e quindi meritano il rispetto dovuto a chi crede in quello che fa.malcolmali copia Piccola biografia: Malcolm X fu assassinato il 21 febbraio 1965 . Da ragazzo si stabilisce nel ghetto nero di Boston dove lavora come lustrascarpe e come inserviente in ristoranti e treni. Entrato a far parte di alcuni gruppi anarchici, lascia il lavoro per trasformarsi in un organizzatore di scommesse clandestine. Ricercato dalla polizia, nel 1945, ritorna a Boston e si mette a capo di una banda di rapinatori, Nel febbraio 1946, viene arrestato per una rapina e condannato a dieci anni di carcere. Viene in contattto con Elijah Muhammad capo della Nazione dell’Islam che predicava il separatismo autosufficiente dei neri dai bianchi (necessario prima del ritorno in Africa), denunciava il razzismo della religione cristiana e lottava contro la droga, il tabacco, l’alcol, i cibi impuri e ogni forma di vizio. Malcolm Little, suo vero cognome, diventa musulmano e alla fine di una lunga evoluzione del suo pensiero sostenne che la religione islamica era capace di abbattere ogni barriera razziale e ogni forma di discriminazione. Inizia a studiare e a leggere facendo nello stesso tempo proselitismo tra le mura del carcere. E’ un pericoloso ideologo, al punto che, per evitare problemi, le autorità carcerarie decidono di liberarlo. Trovato lavoro come commesso, si stabilisce a Inkster, ghetto nero di Detroit, e prende la decisione di cambiare il cognome in X, a perenne ricordo della privazione del suo vero nome africano a cui i bianchi avevano assoggettato i suoi antenati in schiavitù nel Nuovo Mondo. In seguito viene a conoscenza di voci secondo cui Elijah Muhammad avrebbe avuto rapporti sessuali con diverse giovani della Nazione che lavoravano per lui. Malcolm si sentì in dovere di far sapere questo alla chiesa ed al pubblico e dopo aver sparso la notizia fu espulso dalla Nazione e dichiarò I am most probably dead already (Molto probabilmente sono già morto). Negli anni precedenti aveva aperto e organizzato nuove moschee e trasformato la Nazione dell’Islam in un dinamico gruppo politico-religioso di musulmani di colore, separatisti e rigidamente organizzati.Tra coloro i quali avevano aderito alla nazione c’era anche Cassius Clay che aderendo alla Nazione dell’Islam cambiò in nome in Muhammad Ali.

Un estratto da un intervista al Corriere della Sera di qualche tempo fa:

Quel giorno in Ghana Malcolm X si avvicinò per salutarmi, ma io, mi voltai e mi allontanai. Quando Elijah Muhammad, mi ordinò di rompere con Malcolm non seppi reagire e rifiutare. Aver voltato le spalle a Malcolm fu uno degli errori della mia vita di cui mi sono più pentito. Se potessi, se soltanto potessi tornare indietro nel tempo, gli direi quanto lo ho ammirato, lo abbraccerei come un fratello e gli direi che sono onorato e orgoglioso che lui mi fosse amico. Fu un grande pensatore e un amico ancora più grande. Se non fosse stato per lui ,forse non sarei mai diventato musulmano. Ci ha insegnato ad avere consapevolezza del nostro ruolo, ad amarci, ad essere coraggiosi. Il suo insegnamento ha ispirato milioni di persone e le sue parole ancora oggi sono vive. Non sono mai riuscito a spiegarmi come così tante persone potessero temere un uomo che stava solo cercando la libertà e la giustizia per il suo popolo». Ho capito anche cosa significa essere eroi silenziosi. E ho imparato ad apprezzare la gente comune che combatte le battaglie per la giustizia nell’ anonimato. E lavorano e combattono senza alcun pensiero di gloria o ricompensa economica. Ma combattono e si sacrificano per il giusto, per un mondo più giusto.

Malcolm X negli anni 1963-64  matura la decisione di fondare con un gruppo di seguaci, l’Organizzazione dell’Unità Afroamericana. I viaggi in Europa, Medio Oriente e Africa, gli offrono la possibilità di diffondere le sue idee, che comprendono due punti fondamentali:

una più stretta intesa con gruppi antisegregazionisti operanti nel Sud e nel resto del paese

  il tentativo di internazionalizzare il problema dei neri, cercando intese con paesi arabi, soprattutto africani, ed ex-colonie, per creare un fronte e un’azione comuni.

Sceglie di abbandonare anche il raporto con Martin Luther King, di cui non condivide l’approccio troppo pacifista. Intanto Malcolm continua a prendere posizioni forti contro il governo degli Stati Uniti, in politica interna ed estera, trovando il tempo per finire di scrivere la sua “Autobiografia di Malcolm X” (1965), con l’aiuto di Alex Haley. Giornalista che in seguito verrà ricordato più per il romanzo Radici, una saga familiare, che racconta la storia dei suoi antenati della parte materna a partire da Kunta Kinte, l’africano catturato nell’attuale Gambia nel 1767 e deportato negli Stati Uniti come schiavo . Malcolm X, ,in una visita al Cairo è vittima di un tentativo di avvelenamento. Al suo rientro, a New York, il 14 febbraio 1965, un attentato dinamitardo gli incendia la casa da cui a stento si salva con moglie e figlie. Il 21 febbraio doveva tenere una conferenza a New York. Aveva chiesto di tener lontani tutti i giornalisti e di non perquisire nessuno. Non fece neppure in tempo a iniziare il discorso che tre uomini seduti in prima fila iniziarono a sparargli contro con fucili e pistole. Fu colpito da 16 proiettili di cui tre mortali. Per l’omicidio di Malcolm X, tre membri della Nation of Islam furono arrestati, ma non si è mai chiarito chi abbia dato l’ordine di eliminarlo. Ora una petizione su Change.org chiede a Obama di rendere pubblici tutti i file federali sull’assassinio in occasione del 50° anniversario.

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