Un muro di separazione in Europa

Le Barriere di separazione di Ceuta e Melilla sono due distinte barriere fisiche di separazione tra il Marocco e le città autonome spagnole di Ceuta e Melilla costruite nel 1998, per  ostacolare ed impedire l’immigrazione illegale  verso il territorio spagnolo e le coste del Mediterraneo._45836682_ceutamelilla226 Il prezzo per la loro costruzione inizialmente è stato di 30 milioni di euro, pagato dalla Comunità Europea, alla Spagna che le ha progettate e costruite. Consistono in barriere parallele di 3 metri di altezza, con posti di vigilanza alternati e camminamenti per il passaggio di veicoli adibiti alla sicurezza. Vi sono cavi posti sul terreno che connettono una rete di sensori elettronici acustici e visivi. Sono dotate di un’illuminazione ad alta intensità, di un sistema di videocamere di vigilanza a circuito chiuso e strumenti per la visione notturna. Il governo spagnolo in seguito ha speso 72 milioni di euro a partire dal 2005 per  espandere i due muri fino a 6 metri di altezza, con il beneplacito dell’agenzia europea Frontex. Tutto questo in territorio spagnolo, quindi all’interno della Unione Europea. Sempre nel 2005, a seguito della notizia dell’innalzamento delle barriere si registrò un tentativo massiccio di migrazione  che causò la morte di molti immigranti sotto i colpi di arma da fuoco della polizia marocchina.Coloro i quali si dichiarano contrari alla barriera denunciano che la sua esistenza ha provocato la morte di almeno 4.000 persone, annegate nel tentativo di attraversare lo Stretto di Gibilterra ed entrare illegalmente in SpagnaIMG_5053. E di pochi mesi fa, inoltre, la notizia che Il Marocco ha deciso di erigere un’altra barriera, lunga 450 chilometri alla  frontiera con l’Algeria per frenare l’immigrazione clandestina da Paesi dell’Africa subsahariana. Uno degli obiettivi del ‘muro’ sarebbe quello di bloccare i tentativi di clandestini di entrare nello spazio di Ceuta la cui  barriera è lunga già 8 km e Melilla di 12 km. La barriera dovrebbe essere realizzata tra la città costiera di Saidia (nel nord del Paese) a quella di Figuig (nel sud).
Chi tenta l’ingresso in Europa passa principalmente per due luoghi in Marocco. O dai boschi che sono nei dintorni delle due città, dove si rifugiano tutti quelli che si preparano a tentare di lasciare l’Africa, oppure dal quartiere Boukhalef di Tangeri. Un ghetto di palazzine dove vive principalmente chi arriva della regioni Subsahariane, in attesa di trovare un modo per raggiungere le coste europee. I metodi che i migranti utilizzano per raggiungere questo obiettivo si possono riassumere in 4 procedure. La prima è  il gommone a motore con 10/20 persone, e nonostante si rischi la vita rischi la vita bisogna pagare circa 1500 € a persona. La seconda più economica, sempre un gommone, ma solo con i remi. In questi due casi in mare un onda fa la differenza tra la vita e la morte. La terza è lo scavalcamento delle barriere . Si radunano in 2/3 e si tenta la sorte, se non ci si riesce o si viene pestati o c’è l’arresto.Diversi filmati hanno mostrato il maltrattamento dei migranti in queste occasioni. La quarta procedura è pagare 3500€ e in quel modo si passa senza problemi.

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