La Koinonia : in una foto di mio figlio.

Spesso consideriamo le azioni compiute dai ragazzi adolescenti poco coinvolgenti, solo estemporanee, con poco spessore. Ma, proprio grazie ad una foto, scattata da mio figlio di 16 anni, in via della Conciliazione, prima dell’angelus di Papa Francesco, mi sono ritrovato coinvolto in una riflessione sul temine koinonia, dal greco koinonè (aver parte, partecipare). La Koinonia  indica la comunione, l’intimo legame e la relazione fraterna degli uomini tra di loro: una relazione umana di solidarietà, di corresponsabilità, di partecipazione, che esprime una azione comune o il comune possesso di una cosa. Delle volte scordiamo che come genere umano abbiamo necessità di questa categoria, di questo sentire comune, di sentirsi fratelli di uno stesso mondo.

        Foto di Massimiliano Greco

Questo scatto porta in una dimensione in cui si rappresenta un  gesto semplice e pieno di significato di una giovane che apre le braccia al cielo, e rimane circondata dal disinteresse della gente, che considera questa come una azione strana che viene solo voglia di riprendere con un cellulare. E’ vero: anche mio figlio ,in quel momento scattava una foto. Ne ha fatte altre 100 ed era comune in tutte e per lui, l’intenzione di ricercare,,nei volti  e negli atteggiamenti delle persone, quella tensione che raccontasse l’attesa per l’arrivo di Papa Francesco, quindi più che ricercare la foto ,si trovava ad illustrare le emozioni. Ritornando a quella foto, quel gesto, invece, a me piace interpretarlo come una preghiera,come aprire le braccia all’altro, al tuo vicino. In questa era in cui l’uomo vive un tempo di trasmigrazione di popoli, tragico nelle sue origini ma anche nella sua destinazione e nei suoi esiti, dove chi viene da lontano è diverso, e per molti, anzi troppi, è estraneo sia al nostro fare, che al nostro cuore. Vivono accanto a noi, nella nostra indifferenza, donandogli solo la nostra insofferenza, scordandoci che siamo uomini, tutti legati dalla Koinonia. In fondo questo termine comunione, per me cattolico, richiama  anche l’eucarestia  (εὐχαρίστω) eucharisto: il “ringraziamento”. Parola espressa chiaramente dall’atteggiamento di quella donna. Torniamo, ripensando a tutto questo, a ringraziare, per quel che abbiamo, sempre da noi considerato esiguo, e a vivere in comunione con gli altri.

Ricordo a proposito dell’atto del donare agli altri delle parole dette da Chiara Lubich per i giovani partecipanti alla GMG 2005 a Colonia.

” Bisogna amare per primi. Normalmente si ama quando si è amati, si risponde all’amore che ci arriva. E se non arriva? No, è molto meglio prendere noi l’iniziativa, incominciare per primi a dare un segnale di amicizia, di perdono, di volontà a ricominciare da capo. Provate ad amare così, sperimenterete una grande libertà perché siete voi i protagonisti!”

Con quel gesto, in questa foto, lei  lo ha fatto idealmente per tutti noi.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...