L’utilizzo di un delitto passionale : la “Kristallnacht”.

Il 7 novembre 1938, di prima mattina, a Parigi, un ebreo-polaco diciassettenne, Herschel Grynszpan, si reca all’ambasciata tedesca dove spara tre colpi all’addome contro il barone Erns Von Rath, giovane diplomatico di 29 anni che muore due giorni dopo. L’assassinio finisce su tutte le prime pagine dei quotidiani tedeschi, su istruzioni del ministro della propaganda Joseph Goebbels. Grynszpan, stranamente, non fa alcun tentativo di resistere o fuggire e viene preso in custodia dalla polizia francese e poi immediatamente dopo dalla Gestapo. L’assassinio pare sia stato compiuto per ragioni politiche, si parla di un biglietto ritrovato nelle sue tasche che lo comproverebbe in cui rivendicava la volontà di colpire un tedesco per delitti contro 12.000 ebrei polacchi, ma è in realtà riconducibile solo ad ad una

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Herschel Grynszpan

Ernst-vom-Rath

Ernst vom Rath

vendetta personale. E’ appurata una probabile relazione tra vom Rath, ben conosciuto in quel tempo a Parigi come omosessuale e soprannominato Madame Ambassadeur e Notre Dame de Paris nei circoli gay parigini. Secondo lo storico tedesco Döscher, autore del libro “La notte dei cristalli” del 2000, egli incontrò Grynszpan nel locale omosessuale Le Boeuf sur le Toit. Non si è riuscito ad appurare  se Grynszpan fosse realmente omosessuale o se volesse sfruttare la sua indubbia avvenenza per conquistare un amico potente. Vom Rath avrebbe promesso di utilizzare la propria influenza per regolarizzare la posizione di Grynszpan in Francia, ma quando capì che non avrebbe mantenuto la parola data, Grynszpan sarebbe andato all’ambasciata per ucciderlo. Pare che tutto questo si sapesse a Berlino, ma poco importava il perchè fosse accaduto, era arrivata l’opportunutà tanto attesa dal Goebbels. Un omicidio passionale, non sicuramente consono alle idee del Reich, diventa necessariamente e per scelta un omicidio politico di un ebreo contro un esponente nazista. Su quell’atto si basa la legittimazione della persecuzione antisemita. E’ il fattore scatenante che raccorda in una azione violenta, senza precedenti, tutte le leggi razziali promulgate. Nella notte tra il 9 ed il 10 Novembre del 1938 si compie il pogrom condotto in Austria, Germania e Cecoslovacchia contro la popolazione ebraica. Un breve cenno sul significato di “pogrom”: termine di derivazione russa che significa letteralmente «devastazione», con cui vengono indicate le sommosse popolari antisemite, e i conseguenti massacri e saccheggi avvenuti nel corso della storia russa. In particolare nel quarantennio compreso tra il 1881 e il 1921, con il consenso delle autorità. In senso più ampio, viene utilizzato in riferimento a tutti gli episodi di violenza, danno materiale e spesso strage, contro gli ebrei nella storia. Quella notte si ricordò come la  “Notte dei cristalli” (Reichskristallnacht o Kristallnacht, ma anche Reichspogromnacht o Novemberpogrom). Settemilacinquecento negozi ebraici distrutti durante la notte, quasi tutte le sinagoghe incendiate o distrutte (secondo i dati ufficiali erano stati 191 i templi ebraici dati alle fiamme, e altri 76 distrutti da atti vandalici). Il numero delle vittime decedute per assassinio o in conseguenza di maltrattamenti, atti terroristici o disperazione ammontava a varie centinaia, senza contare i suicidi. Circa 30 000 ebrei furono deportati nei campi di concentramento di Buchenwald, Dachau e Sachsenhausen. Relativamente al campo di Dachau, nel giro di due settimane vennero internati oltre 13 000 ebrei; quasi tutti furono liberati nei mesi successivi (anche se oltre 700 persero la vita nel campo), ma solo dopo esser stati privati della maggior parte dei loro beni. Questa notte deve servire a valutare come nel nostro tempo sia necessario porre attenzione ai vari episodi di violenza ed emarginazione che a cadenza quasi quotidiana accadono ancora oggi, come le aggressioni fisiche e verbali nei confronti degli oppressi, dei diversi, dei lontani da parte di chi si ritiene “superiore”. Tutto questo per ricordare come la storia aiuti ad interpretare il nostro presente per poter comprendere l’importanza dell’investire in cultura, per creare le condizioni che fatti di questa matrice scompaiano dal nostro futuro.

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