Genitori Pokemon o adulti consapevoli, intrattenimento o educazione alla vita

Ieri parlando con i ragazzi, sul fenomeno del momento, mi hanno detto:
Noi preferiamo stare insieme e ricordarli , ci guardiamo negli occhi e ne ridiamo, felici. Ricordiamo le infinite battaglie con le carte, giochiamo a chi se ne ricorda di più. meglio che andare in giro come zombie. Sembrano quelli di Walking Dead.
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Poche parole ma che fanno riflettere. Adesso ai bambini, e non solo, hanno spiegato che non ci si deve più guardare negli occhi, che si deve fissare solo uno schermo. Si va a cercarli in gruppo, con gli “amici”. E bello e divertente, anche perché, è “social”, è “fico”, si sta insieme, sono in tanti a farlo nel mondo, ne parlano tutti..
Però, anche se non si vuole ammettere, spento lo schermo, usciti da quella realtà, si rimane soli, abbandonati, con quella strana sensazione di vuoto che bisogna subito riempire con un altro divertimento , altrimenti si rischia di valutarsi, di guardarsi dentro, di scoprire le proprie paure e di crescere nella difficoltà affrontando i rapporti e la propria vita reale. Meglio giocare, divertirsi e fingere.
Proprio in base a questo e multinazionali dell’intrattenimento,non dell’educazione, hanno deciso che era maturo il tempo. Le menti avevano smesso di valutare ed erano pronte ad accettare il condizionamento, per essere nuovi schiavi. 
Tutti ora sono pronti ad onorare il re marketing, camuffato da innocente gioco per bambini.
Genitori ! Se siete felici di tutto questo: lunga vita a Pokemon Go.
Alrimenti, non sottovalutate quello che subiscono i vostri ragazzi e date loro una mano, con le attenzioni, con un abbraccio, con la premura di aiutarli per la loro vita adulta e non con un nuovo gioco. Di, quello, nella loro vita affettiva, rimane poco.